L’occhio magico di Carlo Mollino

Progettato secondo un criterio di rigorosa e lineare semplicità compositiva, l’allestimento guarda all’irregolare opera di Carlo Mollino traendo ispirazione da quattro temi simbolici del suo repertorio di invenzioni.

 

 

Il colore
Impiegando le fotografie d’archivio come elemento testimoniale e strumento di analisi, abbiamo considerato una serie di scatti a colori degli interni disegnati, organizzati e “messi in scena” da Mollino, al fine di valutare le sue preferenze cromatiche. Oltre al bianco, pervasivamente presente, la ricerca indica il rosso e il verde come tinte dominanti della tavolozza espressiva dell’architetto.

L’adozione di questa terna di colori per caratterizzare le superfici lungo il percorso espositivo, è funzionale a evocare le temperature e le atmosfere di alcuni interni molliniani; la successione degli ambienti della mostra propone diverse frequenze cromatico-percettive che, alla neutralità del bianco, associa la profondità sorda e avvolgente del verde e l’acuta sensualità del rosso.

Il riflesso
Il tema del riflesso o della speculare ripetizione multipla, è una delle cifre caratterizzanti il lavoro di Mollino nelle architetture di interni; negli arredi del soggiorno di Casa Miller, primo laboratorio sperimentale del suo pensiero compositivo, la conturbante sagoma piana della Venere appesa è una presenza specchiante polarizzante; da quell’episodio in avanti, il ricorso alla straniante moltiplicazioni di immagini che la lucida superficie dello specchio offre trova numerose applicazioni progettuali.
Le teche presenti nel tragitto di mostra, proposte in geometrie elementari come prismi puri, rendono omaggio alla preferenza quasi ossessiva di Mollino per i piani riflettenti, identificando degli oggetti-espositori totalmente specchianti che, smaterializzando la loro presenza, amplificano lo spazio che li circonda.

Il fondale
I fondali da parete con immagini decorative sono un altro elemento di straordinario interesse del repertorio espressivo di Mollino; i soggetti riprodotti, tratti principalmente da illustrazioni e grafiche d’epoca, sono paesaggi o scorci ambientali che Mollino – spesso con il contributo di Riccardo Moncalvo – porta in grande scala su rotoli di carta fotografica impressionata secondo una tecnica raffinata e tecnicamente innovativa per il periodo.
In mostra, il tema è interpretato ricorrendo al trasferimento su carta da parati di due soggetti specifici realizzati per l’occasione. Nei primi due ambienti del percorso di visita si incontra la raffigurazione naturalistica originariamente proposta da Mollino nel soggiorno di Casa Orengo: l’immagine dell’incisione in bianco e nero di un corso d’acqua tra emergenze rocciose, trova qui una nuova dimensione e un inedito sviluppo orizzontale. Nell’ultimo ambiente espositivo, il decoro dipinto sul boccascena e il soffitto della grande sala del teatro Regio è l’ispirazione per il disegno originale di una trama grafica complessa a due colori.

Il tendaggio
Il drappeggio tessile, confezionato come tenda d’arredo, è una presenza cruciale in molti interni concepiti dall’architetto torinese; questi panneggi a sviluppo verticale, sono elementi funzionali e decorativi al tempo stesso, che vestono le architetture dotandole di una morbida componente enigmatica.

 

Fotografie di Andrea Guermani e Tullio Deorsola

LuogoTorino
TipologiaAllestimento espositivo
ClienteCAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Anno2018
Superficie600 mq